COMUNICAZIONE DEL DIRIGENTE ANTONIO GIACOMO MONDELLI
Ho “finalmente” avuto la possibilità di leggere l’intervista da me rilasciata a un giornale locale. Posso capire, quindi, lo sconcerto, la sorpresa, persino l’amarezza che, inconsapevolmente, potrei aver generato a causa di talune mie affermazioni.
Se è accaduto, me ne dolgo e chiedo scusa all’intera comunità scolastica.
Voglio, però, precisare portata e senso delle dichiarazioni riportate.
In primo luogo, affermo che non mi riferivo, in alcun modo, all’intera comunità casamassimese; non potrei, giammai farlo, perché non sono abituato a parlare di faccende e aspetti che non conosco (bene); viceversa, il mio punto di osservazione (e di giudizio) concerneva l’ambito scolastico del quale sono tenuto ad occuparmi e che, per questa ragione, “deve” essere fatto oggetto della mia conoscenza (anche diretta).
In secondo luogo, quando esprimevo l’impressionistica valutazione circa un progressivo “imbarbarimento” dei comportamenti genitoriali, mi riferivo a quelli messi in atto, soltanto, da “alcuni” genitori (nelle scuole di Casamassima come di altri comuni).
Chiarito senso e portata delle mie dichiarazioni, non mi resta che proporre un paio di ulteriori annotazioni.
La prima: non posso dire, io, di “amare” Casamassima; sarebbe enfatico, retorico, assolutamente incongruo e improprio. Posso, però, affermare che ci tengo (e tanto) alle scuole che mi vengono, anche solo per un giorno, affidate e, quindi, soprattutto, ai bambini e al personale scolastico che tanto impegno profonde. Quelle scuole, le sento “mie” e non per possesso, ma per spirito e senso di appartenenza. Ho mille difetti; tra questi ce n’è uno in particolare: tendo (è il mio obiettivo principale), a “unire”, a “fare squadra”. Perciò, difenderò sempre gli addetti (a qualunque titolo e funzione ) al servizio scolastico; soprattutto, contro le prepotenze e le ingiustizie che non meritano di ricevere.
La seconda (sempre riferita, esclusivamente, all’ambito scolastico): chi ci tiene a una casa, a un luogo, a un territorio è giusto che lo difenda, “deve” farlo; senza, però, voltarsi dall’altra parte, se assiste a situazioni incresciose. Che non “deve” tollerare. Perciò, se ha un fondo (anche soltanto un fondo) di verità quanto da me dichiarato (o a me attribuito), proviamo a fare qualcosa insieme per fare in modo che la vita (scolastica) migliori.
Buon Natale e Felice Anno a tutti.
Il Dirigente Scolastico
Antonio Giacomo Mondelli





















